I Nargilli — Nargles nell’originale inglese — compaiono per la prima volta in Harry Potter e l’Ordine della Fenice, nominati da Luna Lovegood durante il viaggio di ritorno da Hogwarts. Secondo Luna sono creature invisibili che infestano il vischio e si divertono a rubare piccoli oggetti: è a loro che attribuisce la sparizione delle proprie scarpe nel quinto anno.
Esistono davvero?
La domanda che i lettori si pongono più spesso è netta: i Nargilli esistono davvero nell’universo di Harry Potter? La risposta del canone è che non c’è alcuna prova che esistano. Non figurano in Gli animali fantastici e dove trovarli, il testo di riferimento sulle creature del mondo magico, e nessun altro personaggio ne conferma mai l’esistenza. Restano una convinzione di Luna e del padre Xenophilius, direttore del Cavillo — la rivista che pubblica volentieri notizie che nessun altro prende sul serio.
Perché contano davvero
Ed è precisamente qui che i Nargilli diventano interessanti. Non contano come zoologia magica: contano come ritratto di un personaggio. Credere nei Nargilli è lo stesso gesto con cui Luna crede nell’amicizia quando gli altri la trattano da svitata, vede i Thestral perché ha guardato la morte in faccia, e resta gentile in un mondo che la deride. La sua stramberia non è ingenuità: è una forma di lealtà verso ciò che non si può dimostrare.
Non a caso l’ultima immagine che il settimo libro ci lascia di lei passa ancora dai Nargilli: un dettaglio buffo che, riletto, è una dichiarazione di identità.